Grotte del beato Bernardo Quintavalle

Le grotte del Beato Bernardo, dopo otto secoli, conservano intatto il fascino di una natura incontaminata e sublime, dove, in silenzio, riusciamo ancora a sentire nel profondo, la voce del Signore comprendendo pienamente le lodi scritte nel Cantico delle Creature.

Le grotte del Beato Bernardo si possono raggiungere dopo 20 minuti di agevole cammino, risalendo il ruscello, seguendo le indicazioni poste lungo il sentiero.In questo luogo, fino a poco tempo fa, era possibile scorgere i resti dell’antico Mulino di Sorti di epoca medioevale che sorgeva alla confluenza dei due fiumi.

Bernardo Quintavalle da Assisi fu il primo compagno di San Francesco e le grotte che si trovano a Sefro furono la dimora del suo esilio.
Egli apparteneva alla ricca famiglia assisiate di Berardello Quintavalle, essendosi laureato in legge allo studio di Bologna, il suo consiglio era tenuto in gran conto da tutti i cittadini.
L’incontro con l’amico Francesco gli causò uno scompiglio interiore: abbandonò la sua vita precedente e lo seguì.San Francesco, prima di morire, volle benedire il primo compagno: “ Il primo fratello che il Signore mi ha dato – disse ponendogli la mano sulla testa – è Bernardo.”

Dopo la morte del Santo, fedelissimo dell’osservanza della sua regola, fu costretto a fuggire da Assisi a causa della contrapposizione con i frati che la volevano più mitigata. Scelse senza esitazione la via delle Marche, perché gli era ben noto lo spirito del popolo marchigiano, che in precedenza aveva riservato a S. Francesco, ammirazione e simpatia.
Attraversata la porta, “ per qua iutur in Marchiam” , della cinta muraria di Assisi si trovò ben presto a Nocera Umbra.
Qui giunto percorse la via più scabrosa, meno battuta e più breve, che passava ai fianchi di monte Pennino (1571m.) attraversava la Bocca della Valle Scurosa (1149 m.) e lasciando alla sinistra il massiccio del monte Linguaro (1390 m.) scendeva rapidamente verso Sorti.
Non è improbabile che presso il romitorio del Sepolcro, posto lungo il sentiero della Valle Scurosa e del quale restano alcune rovine, abbia trovato un distensivo riposo.
Gli fu indicato quindi un rifugio, a metà strada tra i due Castelli (Sorti e Sefro) là dove si apre il vallone di Cerpesene.Questo vallone squarcia in due la montagna, e Bernardo, allettato dalla presenza di “ sorella acqua “, tanto laudata da S.Francesco, pensò che non vi era posto migliore di quello.
Salì il sentiero e si trovò nel cuore di due contrapposte scogliere: quella del Cimara e quella del Crestaio, in quest’ultima si aprono cinque grotte di cui due ostruite da detriti.
Il Beato Bernardo visse in questo luogo montano, ben discosto dal resto del mondo, per oltre due anni utilizzando una grotta per rifugio e, essendo sacerdote, un’altra per chiesetta, utilizzando una pietra orizzontale come altare. Quando si calmarono le acque tornò ad Assisi, fu accolto dalla stima di tutti e ricercato per i suoi consigli da dotti e da teologi.
Poco prima di rendere l’anima a Dio disse agli astanti: “ Carissimi fratelli, mai io sono stato frate minore, se non nelle mie tentazioni; in quelle ho sempre trovato Dio che mi ha aiutato. Io però sento nell’anima mia, che se guadagnassi mille mondi non vorrei mai aver lasciato di servir Dio.”

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