L’anello delle meraviglie


Tipologia   Naturalistico
 
Tecnologia   IoT
 
Numero Tappe   3
 
Difficoltà 
 
lunghezza   10.9 Km
 
dislivello   398 m
 
H.min   591 m
 
H.max   989 m
 
Da Valle della Scurosa ai Piani di Montelago
Un percorso ad anello che ti guiderà attraverso paesaggi essenziali e selvatici, dove il cammino si fa scoperta e il silenzio diventa compagno. Un invito a rallentare, a osservare ciò che spesso sfugge, a ritrovare una forma di ascolto più profonda, fatta di vento, luce e terra viva.

Questo è un itinerario smart con tecnologia IoT: attiva l’NFC e avvicina il telefono all’icona oppure scansiona il QR code per scoprire ogni punto di interesse.
 
 
 

1Valle della Scurosa

La zona naturalistica protetta Valle della Scurosa è il punto di partenza ideale per esplorare la natura che circonda il territorio di Sefro.
La valle fa parte della Zona di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela dell’avifauna e dell’ecosistema e offre numerosi sentieri escursionistici con panorami mozzafiato, come quello che dalle Piane di Colfiorito conduce ai Monti Sibillini.

Il Rifugio Valle della Scurosa è il principale punto di ritrovo per escursionisti e viandanti che desiderano passeggiare e immergersi nella natura.

 

Punti di interesse


 
 

2Sorti

Sorti, una delle due frazioni del paese, è stata fino al XVIII secolo un borgo rurale quasi totalmente autonomo. Era infatti un centro florido, con un proprio mulino, un forno pubblico e quattro chiese. Nel XV secolo è diventato un castrum e il suo territorio comprendeva ville dipendenti fino a Montelago.
Nella prima decade dell’Ottocento fu annesso a Sefro perdendo difatti la propria autonomia.

Degno di nota e meritevole di visita è il Museo Naturalistico Didattico della Cultura AgroSilvoPastorale che offre l’opportunità di vedere com’era la vita rurale di un tempo e come funzionava la raccolta della legna e la produzione di carbone.

Per la visita al Museo è consigliata la prenotazione.

 

Punti di interesse


 
 

3Chiesa Madonna di Montelago

Situata sull’altopiano omonimo, a 950 metri di altitudine, la Chiesa della Madonna di Montelago si presenta come una costruzione semplice e squadrata, eretta nel 1789. La sua posizione, isolata e suggestiva, la rende un punto di riferimento non solo spirituale, ma anche paesaggistico.
La chiesa è incastonata tra due catene montuose: da un lato si estendono le vette che vanno dal Monte Igno al Monte Primo; dall’altro si ergono le cime del Monte Pennino e del Monte Vermenone.
Questo luogo di culto rappresenta una delle mete favorite dagli amanti del trekking e da tutti coloro che desiderano fermarsi per una pausa introspettiva o per godere di una splendida vista.

L’altopiano di Montelago presenta caratteristiche geologiche uniche che gli conferiscono un elevato valore naturalistico. Nonostante il nome faccia pensare alla presenza di un lago, oggi non esiste più alcuno specchio d’acqua permanente: al suo posto si estendono ampie distese pianeggianti, che conservano comunque tracce dell’antico bacino.
La bonifica della piana fu voluta da Giulio Cesare da Varano nel 1458, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’agricoltura e della coltivazione che prosperò fino agli anni ‘70, trasformando radicalmente il paesaggio e l’utilizzo del territorio.

 

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