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Chiesa Madonna dei Calcinari

 
Tipologia
Chiesa
Indirizzo
Strada Provinciale 97, 62025 Sefro (MC)
Telefono

Luogo temporaneamente chiuso
Temporaneamente chiusa a seguito del sisma 2016.
 

La chiesa della Madonna dei Calcinari, risalente al XV secolo, è un luogo di culto dedicato ai pellegrini. Conserva pitture del periodo e testimonia la devozione di una confraternita di calcinai o muratori.

Una leggenda narra che, nel Trecento, un vecchio viandante diretto a Sefro fu sorpreso da una violenta bufera di neve. Stanco, bagnato e infreddolito, trovò rifugio nella grotta all’ingresso del paese. Con il calare della notte il gelo lo sopraffece e, temendo di morire assiderato, invocò la Madonna. All’improvviso un bagliore squarciò l’oscurità: la neve cessò di cadere e, poco distante, riemerse dalla coltre bianca il fuoco di un calcinaro, fino a poco prima sopito. L’uomo si scaldò, si rinfrancò e, per la grazia ricevuta, promise di costruire una chiesa in onore della Vergine Maria.
Così sorse la Madonna dei Calcinari, la cui abside coincide con il luogo del “calcinaro” dove, un tempo, si cuoceva la pietra per ottenere la calce.
Più recentemente, nel 1980, il fiume Scarzito esondò a causa di piogge incessanti, allagando la casa della famiglia Rossi e minacciando l’allevamento di trote. La proprietaria Iolanda pregò la Madonna e fece voto di donare una nuova statua bianca come la calce, in sostituzione di quella trafugata. Il tempo migliorò subito e la chiesa ebbe la sua nuova effigie.

Il luogo è sempre stato destinato al ristoro spirituale di pellegrini e viandanti, oltre che a testimoniare la devozione di una confraternita di “calcinari”. Il termine indicava sia i produttori di calce – un tempo usata per l’igiene e la disinfezione – sia, più in generale, i muratori, quotidianamente esposti ai rischi del cantiere. Non a caso, all’interno compaiono le immagini di San Sebastiano e San Rocco, protettori contro la peste e custodi dei viandanti diretti a Roma e a Loreto.

La chiesa, di impianto a navata unica, è realizzata su tre lati in muratura di blocchi e conci di pietra irregolari, ammorsati al lato fondale costituito dalla viva roccia della montagna. La facciata a capanna, restaurata nel 2014, presenta un portone centrale sormontato da un oculo e affiancato da due piccole finestre, con semplici aperture laterali per l’illuminazione dell’aula e della sagrestia.
L’interno, basso e ampio, ospita un presbiterio rialzato con l’abside scavata nella roccia, causa delle frequenti infiltrazioni di umidità. Il restauro del 2014 ha recuperato le murature a vista, tinteggiato le superfici e preservato gli affreschi del XV-XVI secolo, in particolare quelli della controfacciata e della parete sinistra, corrispondente a un antico portale ora tamponato. Le effigi dei santi e delle Madonne col Bambino che ancora si conservano costituiscono un prezioso frammento della storia devozionale della comunità.

 
 

Posizione

 

Modalità di accesso


Attualmente non è visitabile poiché è terremotata dal 2016. Si trova poco prima di arrivare a Sefro capoluogo sulla sinistra appena superata il trotificio Rossi.

 

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